Fuggo verso la città bianca
mentre persone intorno
si disperano in infiniti
“pipponi mentali”
figli del tempo
e dei luoghi
di chi
non ha nulla da chiedere o conquistare.
La città bianca…
città pop con il cuore rock
ma costruita
sulle vecchie macerie
di gesta eroiche,
mi aspetta,
mi chiama,
quando sono stanco.
Stanco di surrogati,
ragionamenti complessi
e compagnia cantante.
Così stanco, e così fuggo
nella città bianca
dove soltanto lì accetterò
una chiacchiera sulla vita
e sul domani:
tra un pezzo di storia
e un whisky,
di quelli che non c’entrano niente col sole
e ti fanno sudare fino al prossimo tuffo.

Quanto sono fortunato già solo a pensarla la città bianca.

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