“Berenice. My name is Berenice.”

Sorrise. Era un periodo in cui qualunque donna incontrassi mi sorrideva.

Donne.

Mi cadevano sulla testa e sul corpo come una pioggia di eventi, che non essendo arrivati precedentemente, ti capitano tutti assieme.

Il sorriso.

Forse è questo il segreto della loro sensibilità: accorgersi dei tuoi stati d’animo senza che tu dica una parola, confortandoti anche con la loro sola presenza.
Ridemmo, galleggiammo sull’acqua e nient’altro.
L’acqua era dello stesso colore dei suoi sentimenti: limpida.
Riuscii a convincerla in qualche modo che la mattina dopo saremmo stati compagni di turismo e stranamente accettò.

Girammo Tunisi. Linda non era in tenda la sera prima quando tornai. In albergo il clima era freddo e sembrava che un tornado di apatia si fosse abbattuto lì. “Linda non aveva nulla da invidiare a una tempesta nel Mare Nero” pensai. O almeno era ciò che mi comunicava la brezza che girava nel Miramore.
Ad ogni modo non mi importava. Non mi importava di nulla in quel periodo. Come non poteva importare a Berenice, che sotto un caschetto rosa col suo nome scritto in bianco, indossava un paio di cuffiette color oro che intonavano una playlist da video motivazionale: U2, Sia e Aerosmith erano i must.

cristian-newman-272075.jpg

Potevo amare una donna conosciuta per caso la sera prima?

Il museo di Cartagine, le strutture che mi ricordavano qualcosa dell’India, le incomprensioni tra le nostre lingue.
Tutti pezzi di un mosaico che permisero a quella giornata di avere la reputazione di una giornata felice.

È bello poter avere la libertà di dire ci vediamo domani ad una persona che ti piace o che magari già ami. L’amavo? Potevo amare una donna conosciuta per caso la sera prima? Con la quale poi non avevo avuto una discussione seria sul nulla? Mi chiedevo cos’era l’amore. Cos’è che tutti chiamano in un modo così curioso, ma che nessuno riesce a definire con certezza. Ero sicuro di averlo provato in passato, ma anche il passato divenne luogo dei miei dubbi ormai tormentoni della mia estate.

Cos’è che ha importanza davvero in amore? Cos’è che ci fa innamorare?

Almeno gli interrogativi da viaggiatore, sostituirono le ostilità che avevo verso me stesso. Ero come due persone: Francesco e Francesco. Due nomi uguali e che tramutati in carta stampata non connotano differenze. Eppure la sento mentre ci penso e penso … e ripenso. Una scissione in parti apparentemente uguali. Il buono e passionale non era altro che il nuovo puttaniere dell’Eurasia, che neanche affannava a piacere a qualcuna. Non apriva la portiera della macchina ma si lanciava con gran classe sui commenti di quanto successo la sera prima col fratello.

Non sapevo definire nulla e la cosa mi piaceva, diamine se adesso mi piaceva.

Guardai Berenice quando si tolse il casco per salutarmi dopo una giornata unica.

Aveva gli occhi di chi ha tanto da dire, ma non ha bisogno di parole per farlo. I capelli dalle sfumature blu, che intonavano col celeste dei suoi occhi. E tante cose da dire tramite le sue carezze, senza ricorrere a chissà quale esperienza.

Berenice. Anche quel nome si poteva interpretare in più modi.

Berenice, Berenice, Berenice.

Eppure lei, piccina di statura, ma con un fisico slanciato verso l’alto, riusciva con quella sua risata buffa a far sì che quei miei due sé contemplassero, sino all’accordarsi in un uno solo: lei era il compromesso del mio sé.

“Ti va di andare al Soukra Park?” – feci con chi la voglia di conoscere ogni tratto di una singola persona.
“What?” –  mi rispose lei con l’espressione divertita di chi è cittadino del mondo solo perché sa l’inglese.
“Luna park, tonight. What do you think?”.

Masticavo inglese sconnesso dalla sua sintassi. Mi disse sì con un cenno e pensai, che a volte, basta tenere la bocca chiusa e la mente libera per poter essere felici. Una lezione che quella tipetta dalle poche parole, mi seppe dare già al primo sguardo.

night-portrait (1).jpg

Aveva gli occhi di chi ha tanto da dire, ma non ha bisogno di parole per farlo.


Prossimo capitolo Sambuca – 15 – Figlio di nessun posto


Segui il racconto sul suo profilo instagram @sambucailracconto

Annunci

One comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...