A volte seguo questa tendenza moderna di abbassare il volto su di un cellulare e lascio perdere ciò che è intorno a me.

È dura sapete, credere che alla fine, non ci sia un motivo per sorridere.

Eppure non ce la faccio ad avere tutto il giorno quella faccia e penso, penso… penso agli anni ’70 precisamente. Un tempo passato mai vissuto, ma culla dei miei momenti infelici.

Sìììì!!! perché gli anni ’70 mi ricordano le musiche dei Bee Gees, degli Earth, Wind and Fire, un Italia nel caos studentesco reduce  dal ’68 e mio padre… che conosceva mia madre… e la finale col Brasile, Borg-McEnroe;

Jimi che quegli anni li ha sfiorati ma non li ha visti. Chissà quante chitarre avrebbe incendiato.

Il Vietnam abbandonato, ma prima distrutto,

The Wall e non aggiungo altro.

Le piazze piene, i domandoni sui giornali “ma se bevo la coca cola mica resto incinta?”, le strade che non le trovavi col tom tom.

Gli occhi suoi conosciuti per strada, le zampe d’elefante, i figli dei fiori.

E poi le serate in discoteca dove si ballava e non si finiva in piedi e soli nei locali.

E… Lucio Battisti. E penso a te Lucio mentre penso a lei quando sto con un’altra.

Che si stava meglio quando si stava peggio, è cosa risaputa.

Ma vorrei poterlo pensare anch’io dei miei tempi, un giorno.

 

La mia passione è ricordare.

Rcordare un passato che non abbiamo avuto.

 

chitarra

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