L’università, le persone, L’attimo fuggente.
Questi elementi si mescolano nella mia testa e quest’ultima, senza il mio permesso, elabora idee su idee. Una di queste: come dovrebbe essere un’università per rendere felice i suoi studenti?
L’università non deve rendere felice nessuno, l’università prepara al lavoro.
Allora, sfatiamo subito questo tabù: se vogliamo continuare sulla scia di Seven, a dire che il mondo è un posto di merda, allora tale sarà. Non dico di non lamentarsi mai. Bensì, tenere su il muso al mondo che viviamo ogni giorno, è una mossa intelligente e proficua?

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“Hemingway una volta ha detto: Il mondo è un bel posto, e vale la pena lottare per esso. Condivido la seconda frase.” tratto da Seven, di David Fincher

“Fai ciò che ami, e non lavorerai un singolo giorno della tua vita.”
Vero. La parola lavoro è vista nella nostra cultura in modo dispregiativo, e tale è quando si è costretti dal suddetto mondo a fare ciò che non ci piace.
Il lavoro, in un modo o nell’altro, è costituito da persone, e le persone non sono soltanto robot. Abbondano gli studi sui luoghi di lavoro accoglienti, che permettono alle persone di poter lavorare felici. Questo è il punto su cui bisogna lavorare attentamente in un’azienda o un’università. L’importanza del parere di ogni singolo individuo è fondamentale. NOI NON SIAMO UN NUMERO.
Pensi che nella tua aula il corso debba essere più interattivo? Dillo. La libertà di espressione manca già sui giornali, perché dovrebbe mancare in un luogo che frequenti così spesso e contribuisce alla tua giornata?
Ognuno di noi tiene conto del proprio benessere individuale, prima che collettivo.
Per quanto la nostra società è basata su classi sociali divise dal reddito, e non riusciamo a tener conto di tutti i fattori possibili e immaginabili, non vuol dire che non dobbiamo affrontare nessun problema. Atteggiamento naturale, spontaneo e molte volte egoista, l’interesse esclusivo al benessere individuale, preclude a priori che il collettivo non contribuisca al miglioramento del singolo. Sui social possiamo tutti fare i politically correct, condannare attegiamenti, e mostrarci immacolati. Ma nei fatti? Migliorare tenendo conto della collettività significa impegnarsi ogni giorno innovando il nostro approccio al prossimo. Un’aula che permette l’interazione di ognuno di noi, senza tener conto della valutazione, può essere un’idea. Il brainstorming è un elemento fondamentale per creare nuove idee.
Se improvvisamente, tu lettore ti ritrovassi da solo sulla terra a leggere questo post, saresti felice?
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Tener conto che non è il pezzo di carta a far di te un grand’uomo.
Ci sono professioni che richiedono necessariamente un percorso universitario. Si tenga presente di quella che è la facoltà di medicina o ingegneria. Non che questo trasformi le persone che le frequentano in persone di un intelletto superiore. Piuttosto la loro formazione, richiede necessariamente una determinata abilità nel gestire ciò che è il rapporto col fattore umano. Lavorare con chi ha esperienza in questi settori, praticare tirocinio, sono attività fondamentali per chi desidera di praticare queste professioni. Curare persone, o costruire palazzi non permette errori per il benessere della collettività. Il problema in tal caso è il pregiudizio. Il pregiudizio che ci siano facoltà più valorose di altre. Gare intellettuali tra ragazzi che fanno del pezzo di carta un allungamento della propria personalità. Non è il pezzo di carta a renderti importante, quello si chiama ego, e come la carta, puoi tenerla in bagno.
Sperimentare e innovare i modi di studio sempre!
Domani decidi che è il momento di scrivere, ma non sentendoti pronto ti iscrivi ad un corso di scrittura creativa, o simili. Quando lo fai rimani estremamente deluso perché di creativo c’era l’escludere la tua creatività dal contesto.
Vero è, che l’aspettativa ci trae in inganno, ma l’esempio appena fatto, non è applicabile a tutti i percorsi in cui rimaniamo delusi e ci rubano del tempo nella nostra formazione?
Molto spesso i nostri cammini universitari sono influenzati da idee accademiche, che non fanno altro che rendere pesanti e teorici dei percorsi che potrebbero essere piuttosto diversi da come appaiono. Per non parlare di professori paragonabili ai mammasantissima che si fanno baciare gli anelli.
Innovare il modo in cui si insegna è alla base della voglia di insegnare, che manca spesso nelle università, così come nelle scuole. Studiare non è brutto. Studiare non è da secchioni. Studiare è importante, ma ci sono molti modi per farlo. Non reprimere il tuo modo perché non convenzionale. Trova il modo di renderlo importante ed utile, per te e per gli altri.
Ho scritto di università, forse toccandola a malapena.
Ma università è unione di idee o studio di testi? O un unione delle due?
A voi le considerazioni.

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