La fiamma gialla termina nel terreno senz’erba. Quel rimbalzo, quella palla, quel momento apparentemente futile all’occhio meno sensibile, è in realtà la consacrazione del campione Uomo, del quasi umano Perseo, che davanti ai miti non china la testa.

Appare tutto così mistico, il tuo gioco, tu semplice uomo.

Chi gioca a tennis, o ci ha giocato almeno una volta, sa cosa significa poter essere padroni del proprio corpo in un determinato spazio, non arrivando quasi mai a provare tale sensazione sulla propria pelle. Gioca, cercando quel brivido.

Quel brivido,  è però sensazione sfiorata, da chi ha la fortuna di guardarti movere come il migliore dei ballerini del teatro San Carlo su un prato più usuale a pratiche sportive che a danze e movenze dell’arte del corpo.

Ti chiedo: come fai?

Come fai ad apparire così calmo davanti alle turbolenze di una platea che turberebbe il più cruento dei gladiatori? Come fai a zittire il circo mediatico, che come un vero e proprio circo fa rumore e confusione, puntando il dito contro di te nei momenti peggiori?

Tu sei l’essenza delle cose belle Roger. Quelle che non vanno nel dettaglio, ma meritano il generico per rimanere così ampie da cogliere più campi: artistici, letterari, fantastici e… da tennis.

Il tuo fare, frutto di un lungo cammino, conserva la tua mente come in una bolla quando calchi i campi, e a suon di frustrate liquide beffeggi la storia, prima che i tuoi avversari.

Tu che hai conosciuto la storia, ma per dirla alla Pasolini, sei l’incarnazione della frase “Ma qual è la vera vittoria? Quella che fa battere le mani o quella che fa battere i cuori?”.

Umile fino al midollo, nonostante aerei e portafoglio ever full, hai la capacità di rialzare le tue spalle cadute, superando ogni volta il primo dei limiti: te stesso.

Quante partite avrai giocato sul soffitto di casa tua, ogni volta che desideravi di sognare tranquillo il migliore degli avvenire per la tua famiglia. Quella che ti ha curato il raffreddore tutta la settimana per portarti sin qui.

Se deve esserci qualcuno che venga nominato cittadino del mondo ad honorem per motivi artistici, quello sei tu. Uomo destinato al gioco, ma capace in ogni angolo di mondo, a sorprendere con la sua arte che non ha bisogno di pennelli, ma di racchette e sensazioni.

Emozioni.

Emozioni.

Se dovessero chiedermi cosa penso di te, risponderò così, incurante di curar forma, parole e sensi.

Ne basta una, che ne valga per 1000 e una notte. Un’altra notte di sogni, attese e, appunto, emozioni.

Grazie.

Per chi non l’avesse capito Roger Federer è in semifinale al torneo di Wimbledon. Lo svizzero, delizia il Centre Court del sapore della rivincita e di un tennis per certi versi, inaffrontabile. Milos Raonic per due set ha quasi i mal di testa, e nella sua espressione dopo ogni prodezza dello svizzero, sembra voglia dire: ma mi sta spazzando via? Raonic sembra un giocatore normale al servizio, ma non solo per statistiche, bensì per il modo con cui Federer affronta i suoi turni di battuta: spavaldo ed efficace. Sui box la sfida è Riccardo Piatti – Ivan Ljubicic. Storie incrociate con il canadese, ma con Ivano ormai Virgilio della nuova carriera di Roger. Nel terzo set è il miglior Raonic che si possa chiedere: arriva a palle break più volte, si regala il tie-break e conduce nell’equilibrio dei 6 giochi a testa, con 3 punti a 0.

È il momento della verità. Roger rimonta sino al condurre 4-3, poi la magia. Raonic attacca in lungo linea coprendo alla grande la rete e beccando un pezzo di riga.

Roger dal canto suo, di dritto vede la serratura. È il punto che lo porterà a chiudere. È il punto che gli regala, il volto del favorito.

Favorito numero 1 date le sconfitte dei preferiti dal ranking. Il primo a cadere è Andy Murray in cinque set contro Sam Querrey. Murray potrebbe portare la sfida a casa, ma il suo corpo dice no. Nessun vero rimpianto per un’anca sbilenca, troppo dolorante per competere con lo zio Sam. Querrey la spunta al quinto vincendo gli ultimi 2 set con agevole doppio punteggio di 6-1.

Il secondo è Novak Djokovic. Giornata da pronto soccorso per la Londra verde. Novak completa il primo set perdendo al tie-break con l’esperto ma sfavorito Tomas Berdych. Sul due a zero per il ceco, Nole si ferma: col braccio dolorante e chi non trova più stimolo nel giocare. Affronterà Federer

Muller è l’osservato speciale del campo 1. Potrà Gilles confermarsi non solo meteora? Sicuramente il primo set gli permette di discostarsi da questo titolo. Ma di fronte ha Marin Cilic, che negli occhi ha un altro titolo. Quello sognato più volte da ragazzino, ovvero quello del torneo di Wimbledon. Marin è l’underdog di ogni torneo importante. Un tennista capace di rivelarsi dominatore di terra e aria quando arriva in fondo. E lotta con Gilles, nella battaglia dei colpi potenti scorgendo la vittoria al quinto. Se la vedrà con Querrey.

Parlare di pronostici veri e propri, è roba da opinionismo quando si arriva in fondo a questi livelli di gioco. Potrebbe esserci la finale delle sorprese tra Querrey e Berdych, la finale dei tennisti più forti  Federer e Cilic o un miscuglio delle due. Ma questa è roba da conti matematici, e nonostante le ripetute logiche e schematiche del gioco, a spuntarla saranno sempre le emozioni, che fanno battere i cuori, prima che le mani.

Sam Querrey – Andy Murray 3-6 6-4 6-7[4] 6-1 6-1
Marin Cilic – Gilles Muller 3-6 7-6[6] 7-5 5-7 6-1
Roger Federer – Milos Raonic 6-4 6-2 7-6[4]
Tomas Berdych – Novak Djokovic – 7-6[2] 2-0 ret.

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