Si dice che l’urlo dei leoni arrivi a 114 decibel. Un urlo umano non arriva a tale potenza, ma è di certo capace di intimorire nei contesti giusti.
Ne sanno qualcosa Novak Djokovic e Roger Federer, che oggi a turno, hanno provocato non poche insidie negli equilibri interiori di Ernests Gulbis e Mischa Zverev. Nel momento di difficoltà, i due tennisti sanno che a colorare il termine campione… … ContinuaDAY 6: Il ruggito dei Leoni4 min read


[Implacabile l’arbitro afferra la palla al volo che rimane professionale e impassibile: in campo c’è Federer, viene da pensare, meglio non sfigurare!]
Si dice che l’urlo dei leoni arrivi per intensità a 114 decibel. Un urlo umano, ovviamente, non arriva a tale potenza, ma è di certo capace di intimorire allo stesso modo. Nei contesti giusti si intende.
Ne sanno qualcosa Novak Djokovic e Roger Federer, che oggi a turno, nel contesto del centrale di Wimbledon, hanno provocato non poche insidie negli equilibri interiori di Ernests Gulbis e Mischa Zverev. Con le loro grida, nel momento di difficoltà, colorano il termine campione della sua vera essenza. Non è la mera capacità tennistica a renderli campioni, ma un insieme di particolari che crea l’eccezionalità della loro specie.
Djoker è il primo a fare il suo ingresso, accompagnato dal nuovo coach André Agassi. Il viso di André nasconde in ogni ruga il ricordo dei sacrifici compiuti nella sua lunga carriera e Nole, sembra ne faccia tesoro più del patrimonio tennistico dell’americano. Il serbo rispolvera dall’armadio una grande dote canora da campo, segno di un atteggiamento da spalle dritte, per portare a casa la partita di oggi.
Gulbis aveva con sé tutte le armi per battere oggi Novak Djokovic e il primo set ne è la testimonianza. Il primo parziale dice 4-2. Nonostante la classifica, mi sento il numero 1 del mondo aveva detto in una recente intervista il lettone, e per mezz’ora fa risuonare a filo d’erba questa affermazione. Eppure, il motivo dell’assenza dalle vette mondiali di Gulbis è ben presto spiegato: discontinuo, riceve un parziale di 10 giochi a 1. Nel terzo set, rimette in sesto servizio e dritto, ma è troppo tardi. Novak è imperturbabile. 6-4 6-1 7-6(2) il punteggio finale.
Gulbis.
Ennesimo talento incompiuto. Ma come è possibile?
Chiedere a Roger Federer, mr canalizzazione della rabbia. Uno che sfasciava racchette da ragazzo scaraventandole a terra e che oggi, con quello stesso attrezzo, accarezza la palla con la stessa sensibilità con la quale ogni donna desidera una carezza dal suo uomo. Roger subisce il controbreak nel primo set da un ottimo Misha Zverev, e arriva al tie break con non poche difficoltà. Il “komm jetzt!” è costante nel finale del primo set, ma da lì in avanti, il leone calma il ruggito e delizia il pubblico. Colpo dopo colpo, Roger è bellissimo da vedere, e se ne accorge quando nel terzo set tira qualche sorriso insieme a qualche trick da repertorio.

“Mi sono divertito molto” ha esordito Roger dopo il Match. Alla domanda sul suo prossimo avversario (Grigor Dimitrov) ha risposto: “Sono pronto per una partita difficile. Ogni volta che affronto Grigor, è più forte della volta precedente. E adesso, è nell’età perfetta.”

Perfetta al punto di ricevere il famoso passaggio delle consegne? Chiedetelo direttamente a Grigor, oppure aspettate Lunedì per conoscere la verità. Dimitrov, amico dello svizzero, è espressione tennistica cristallina del tour, con un tennis simile al suo prossimo avversario, tanto da essere ribattezzato Baby Fed. Eppure manca l’ultimo salto di qualità. Grigor non è più così baby e darà il meglio di sé per riuscire contro lo svizzero. Consigliata la visione Sampras – Federer del 2001, prima della partita di Lunedì al bulgaro.
Thiem supera l’americano Donaldson in tre set, e continua a esternare un tennis delizioso a dir poco. Tra i favoriti.
Anche Raonic si ritaglia un posto agli ottavi. Il finalista dell’anno scorso ha superato lo spagnolo Ramos Vinolas e chissà se riuscirà a proteggere i punti della finale. Mannarino supera in 5 set Monfils e si assicura la sfida con Djokovic in ottavi. La sfida tra i due ex top ten BerdychFerrer va agilmente al ceco. Alexander Zverev, invece, è lo Zverev vincente di casa. Oggi, Sasha mantiene alto l’onore di famiglia, e batte l’austriaco Ofner.
La sera su Londra cala lenta. Tanto lenta quanto la velocità dei sogni. Marcus Willis è un sognatore prima che un tennista. Maestro di tennis, stava scegliendo definitivamente questa professione quando convinto dalla fidanzata, ha preso parte al torneo di qualificazioni di Wimbledon dell’anno scorso. Torneo superato, ma non è finita qui. Marcus vince il primo turno assicurandosi la sfida con sua maestà Roger Federer. All’epoca Marcus era classificato oltre la 700esima posizione mondiale. Oggi i suoi numeri sono leggermente migliorati, ma non ha smesso sicuramente di sognare. Marcus in coppia con Jay Clarke, elimina la coppia campione in carica del torneo di doppio Herbert / Mahut e chissà quale sarà il suo prossimo sogno.
A volte è proprio vero: meglio inseguire i propri sogni, che perderli per strada.
Jay Clarke / Marcus Willis – Pierre-Hugues Herbert / Nicolas Mahut 3-6 6-1 7-6(3) 5-7 6-3
Novak Djokovic – Ernests Gulbis 6-4 6-1 7-6(2)
Roger Federer – Mischa Zverev 7-6(3) 6-4 6-4
Dominic Thiem – Jared Donaldson 7-5 6-4 6-2
Grigor Dimitrov – Dudi Sela 6-1 6-1 ret.
Milos Raonic – Albert Ramos Vinolas 7-6(3) 6-4 7-5
Adrian Mannarino – Gael Monfils 7-6 4-6 5-7 6-3 6-2
Tomas Berdych – David Ferrer 6-3 6-4 6-3
Alexander Zverev – Sebastian Ofner 6-4 6-4 6-2
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