Dolgopolov è un esaurito, un pazzo, uno sciatto.

Almeno in apparenza.

Alexander Dolgopolov è piuttosto il cigno nero del tennis. Un aspetto carismatico che se fosse nato al posto di Borg avrebbe dettato nuovi (strani) canoni di bellezza. Un gioco sorprendentemente veloce che mandato a velocità ridotta sarebbe almeno da top ten.

Ma perché questa velocità dei gesti?

Perché un ritmo così esasperato?

Domande che non troveranno mai altra risposta al di fuori di un : “ci piace così”.

Eppure l’ucraino si ritira contro Roger Federer dal match del campo centrale, dopo il già ritiro di Martin Klizan un’ora prima.

L’elvetico per due settimane l’anno rifiuta la cittadinanza svizzera: nel caldo della prima Estate, Roger è decisamente un cittadino di Londra.

Il pubblico è in festa, e gli occhi di Roger sono quelli di un bambino felice che scopre il sapore del gelato ogni volta che calpesta i prati dell’All England Club.

“Non sono il favorito perché non ho giocato sul rosso. Rafa è in grandissima forma. Sono contento di aver vinto oggi, per me è un sogno che continua. Mi ero ripromesso dopo la sconfitta con Raonic di un anno fa di riprovarci in un ottima condizione fisica ed è quello che sono riuscito a fare.”

La coppa con l’ananas in cima è ovviamente ambita anche dal serbo Djokovic, anch’egli al secondo turno per un fortuito infortunio di Martin Klizan. Nole è forse ancora oggetto misterioso di questi Championships, rispetto allo svizzero che è apparso in evidente stato di grazia e concentrazione. Chi ha pagato il biglietto del centrale piange il torneo di tennis maschile. In totale sono stati giocati quasi 3 set da Novak e Roger. Roba che nemmeno un master 1000.
Il buon Travaglia cede in cinque set contro il russo Rublev. La favola Travaglia si spegne dopo un gran torneo di qualificazioni, ma il termine favola è forse inappropriato per lui. Si sa, Wimbledon nella sua lussuosità, dimenticherà presto una bellissima storia come quella di Stefano, partito dalle qualificazioni dopo un anno di stop. Gioie e dolori del torneo più prestigioso della storia del tennis mondiale.

Che questi dolori non siano più fisici per i giocatori, è l’augurio da qui in avanti.
Del Potro supera in quattro set un buon Kokkinakis, Ferrer con lo stesso parziale di 3 set a 1 supera l’ex prodigio Gasquet. Raonic e Zverev avanzano. Thiem sul velluto del Co. n°1.
Ma va detto. Ciò che veramente merita di essere ricordato nella giornata di oggi, è il look dell’arbitro Mohamed Lahyani: cravatta a pois, occhiali dai vetri azzurri e montatura marrò decisamente da uomo brillante.
Sul centrale di Wimbledon è Royal box già dal sediolone del Centre Court, dato il poco tennis mostrato oggi. Chissà se nei prossimi giorni, riuscirà il centrale, a non essere solo la versione Inglese di Ma come ti vesti? e valere finalmente il prezzo del biglietto.

Roger Federer – Alexander Dolgopolov 6-3 3-0 ret.
Novak Djokovic – Martin Klizan 6-3 2-0 ret.
Juan Martin Del Potro – Thanasi Kokkinakis 6-3 3-6 7-6 6-4
David Ferrer – Richard Gasquet 6-3 6-4 5-7 6-2
Dominic Thiem – Vasek Pospisil 6-4 6-4 6-3
Milos Raonic – Jan-Lennard Struff 7-6 6-2 7-6
Alexander Zverev – Evgeny Donskoy6-4 7-6 6-3
Andrey Rublev – Stefano Travaglia 6-7 6-3 5-7 6-1 7-5

P.S.: Il 4 Luglio è buona usanza festeggiarlo, anche nel paese dalla quale si ottenne l’indipendenza. Rigorosamente sui prati verdi delle gentil racchette.

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