Wimbledon è come una donna. Sì, assolutamente.
Se la bellezza è donna Wimbledon, deve essere necessariamente una donna.
Chiedere al Paul Bettany incantato da Kirsten Dunst nel film Wimbledon, oppure rivolgersi alla donna che ha strappato il nostro cuore con un solo sguardo.
Sì, questa è la sensazione che ricorre ogni anno all’All England Club. Forse leggermente diversa, ma a me ricorda quella. Quel togliere il fiato da tragedia greca di rimonte infinite di campioni sempreverdi, paragonabili a quelle careze che ti tirano su. Quella ricorrenza che osanna chi con la racchetta addomestica pubblico e Slazenger come quegli sguardi incantevoli che soltanto loro sanno darti. Quell’inspiegabile accanimento ad un semplice sport, pari alle gelosie da sceneggiata in pubblico.
Wimbledon è questo, è bellezza.
Ed è per questo che Wimbledon è come una donna: non ti stanchi mai di guardarla.
kirsten-dunst-e-paul-bettany-in-una-scena-del-film-wimbledon-13608.jpg
“- Lizzie: Ciao…
– Peter: Credevo fossi partita…
– Lizzie: Si, anch’io… hai avuto una giornataccia?
– Peter: Beh sai… disastrosa…
– Lizzie: Si… a parte il fatto che non ti sei messo a piangere quando è stato colpito il raccattapalle…
– Peter: Si, scusa, voi inglesi chiedete in continuazione scusa? Non devi chiedere scusa a me, io ti amo… chiedi scusa al pubblico che sta facendo il tifo per te…
– Peter: Che hai detto…?
– Lizzie: Ho detto che tutta l’Inghilter…
– Peter: No, l’altra cosa…
– Lizzie: Ho detto che ti amo…
– Peter: Ecco questa è una bella notizia credevo di giocare da solo questa partita… E invece a quanto pare siamo in due…”
(tratto dal film Wimbledon di Richard Loncraine)

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